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I 5 motivi per cui Djokovic può confermarsi ancora campione a Wimbledon

I 5 motivi per cui Djokovic può confermarsi ancora campione a Wimbledon

Il 14/07/2019 alle 08:07

Dai precedenti recenti allo stato di forma, dalla legittimazione al livello degli altri due alle questioni tecniche: i 5 motivi per cui Djokovic può riconfermarsi campione a Wimbledon e battere nuovamente Roger Federer.

1. Perché con Federer non perde dal 2015

Un dato di fatto da cui partire. L’ultima volta che Federer ha battuto Djokovic era nel girone delle ATP Finals 2015. Nole si prese tra l’altro la rivincita già nella finale di quell’edizione; e da lì in poi non ha più perso. Vero anche che negli ultimi 4 anni dopo quell’incrocio si sono incontrati di fatto solo 3 volte; ma tant’è ha sempre vinto il serbo. L’ultima partita è stata la più tirata, con la semifinale del Masters 1000 di Bercy lo scorso autunno terminata al tie-break del terzo set garantendo uno dei migliori spettacoli dell’intera stagione tennistica, ma anche in quel caso alla fine vinse Djokovic, fornendo tra l’altro un dato statistico interessante: quel successo, il quarto di fila, rappresenta la miglior striscia attiva nella storia della rivalità (che Nole conduce per 25 a 22). Anche Federer fece 4 successi consecutivi, ma nei primi 4 incroci tra il 2006 e il 2007, con un Djokovic praticamente ancora adolescente o quasi. Insomma, molto semplicemente i numeri ci dicono che il serbo pare aver trovato la chiave al gioco dello svizzero. E toccherà a Federer inventarsi evidentemente qualcosa di diverso.

Roger Federer e Novak Djokovic nel loro penultimo incrocio, Cincinnati 2018

Roger Federer e Novak Djokovic nel loro penultimo incrocio, Cincinnati 2018Getty Images

2. Perché nessuno sa essere camaleontico come lui

Se Federer arriva alla finale forte della grande prestazione con Nadal, che ha riempito gli occhi degli appassionati e non solo, Djokovic ci arriva ancora una volta a fari spenti. E questo è sostanzialmente uno degli errori – o forse il principale errore – che si fa quando si analizza il cammino del serbo. Qui in sala stampa gira un foglio pronostici dei giornalisti italiani dove Federer è dato come favorito da 12 dei 18 votanti in barca a statistiche e precedenti. Evidentemente vale ancora una volta la regola del “non ha impressionato” oppure del “Non ha fatto vedere il suo migliore tennis”. Poi però si arriva alla finale – o alla partita più importante – e il serbo di trasforma. La sensazione è che il camaleontico Djoker abbia tenuto il meglio, ancora una volta, per il piatto forte.

Novak Djokovic durante Wimbledon 2019

Novak Djokovic durante Wimbledon 2019Getty Images

3. Perché arriva più riposato

Strettamente connesso a quanto scritto qui sopra, c’è poi la questione della seconda settimana. Perché se è vero che i due hanno passato in campo praticamente un’identica quantità di tempo – 13 ore Djokovic, 12 ore e mezza Federer – le ultime due partite dello svizzero rispetto a quelle del serbo sono state assai più complicate sia dal punto di vista del dispendio fisico che dal punto di vista del dispendio mentale. Djokovic insomma ci arriva in condizioni sostanzialmente più riposate di quelle di Federer. E anche questo è un punto da non sottovalutare e che sulla carta gioca a favore del serbo.

Novak Djokovic durante Wimbledon 2019, qui nel match contro David Goffin dei quarti di finale dominato per 6-4 6-0 6-2

Novak Djokovic durante Wimbledon 2019, qui nel match contro David Goffin dei quarti di finale dominato per 6-4 6-0 6-2Getty Images

4. Perché risponde meglio di quanto faccia Nadal

C’è poi un aspettato tecnico da non sottovalutare. Se è vero infatti che con Nadal abbiamo visto uno dei migliori Federer in risposta e in fase difensiva, da sottolineare c’è come per Roger la musica potrebbe cambiare domenica. Djokovic infatti sarà in grado di mettere decisamente più pressione in risposta di quanto non abbia fatto Nadal. Il serbo è nettamente un miglior risponditore rispetto al maiorchino e questo andrà a influire senza dubbio sull’inizio degli scambi. Nole insomma ha una carta in più da giocarsi su questa superficie rispetto a Rafa. E non è una di quelle da poco conto.

Novak Djokovic in uno dei suoi incredibili allunghi in risposta

Novak Djokovic in uno dei suoi incredibili allunghi in rispostaReuters

5. Per lo stimolo all'eterna ricerca dell'amore concesso a Roger e Rafa

Un ultimo aspetto è forse quello emotivo. A Wimbledon, nel giardino di casa del proprio avversario e con il tifo che sarà inevitabilmente quasi tutto indirizzato da una parte – quella dello svizzero – Djokovic proverà l’ennesima legittimazione agli occhi del mondo. Un aspetto da cui il serbo ha sempre tratto grande giovamento in carriera e che nelle sue migliori versioni ha funzionato con questo principio: più tifate l’altro, più mi esalto e vi faccio vedere quanto sono forte. Impressionante da questo punto di vista fu la clamorosa finale dello US Open 2015, con il pubblico americano ai limiti dell’anti-sportività. Probabilmente qui non sarà così, ma i decibel – come sempre – saranno dalla parte di Federer. E Djokovic saprà alimentarsi anche di questo.

Video - Dalla rivincita di Federer con Nadal alla solidità di Djokovic: tre minuti a Wimbledon, Day 11

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