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Roger Federer, 'Il Divino': la rivincita a Nadal è servita, lo svizzero vola in finale

Roger Federer, 'Il Divino': la rivincita a Nadal è servita, lo svizzero vola in finale

Il 12/07/2019 alle 20:42Aggiornato Il 12/07/2019 alle 23:35

Undici anni dopo l'ultima volta, Federer si prende la vendetta su Nadal nel proprio giardino di Wimbledon: 7-6 1-6 6-3 6-4 il punteggio con cui l'elvetico vola in finale qui per la 12esima volta. Sfiderà domenica l'altro dei 3 alieni del tennis: Novak Djokovic.

dall’inviato a Wimbledon – Quando la nobile penna del compianto David Foster Wallace scriveva di ‘Roger Federer come esperienza religiosa’, probabilmente si riferiva ai primi 5 game del terzo set. Quando alla voce ‘resilienza’ hanno associato il faccione di Rafael Nadal, probabilmente si riferivano alla capacità del maiorchino di girare le cose, anche quando tutto sembrava piuttosto complicato. Di certo, si è capito perché il ‘Fedal’, acronimo dal suono quasi un po’ fastidioso del Federer vs Nadal – è il tipo di evento sportivo che sposta gli impegni, scatena le scuse, ferma il cuore degli appassionati e non solo.

Già perché non è semplice cerchiobottismo affermare che anche oggi si sia assistito a qualcosa di diverso. Evidentemente, entrambi, hanno come voluto onorare l’arena tennistica più famosa del mondo e scusarsi, in qualche modo, per essersi ripresentati qui, insieme, soltanto undici anni dopo l’ultima volta.

Hanno dato spettacolo, Federer e Nadal. Ed esattamente come 11 anni dopo quell’incredibile finale, hanno terminato nell’imbrunire della sera. Niente buio, questa volta. Anche perché, alla fine, Roger Federer, è riuscito a prendersi la sua dolce vendetta.

Roger Federer e Rafael Nadal a Wimbledon 2019

Roger Federer e Rafael Nadal a Wimbledon 2019Getty Images

L’elvetico infatti si è rimpossessato del ‘proprio’ giardino facendo affidamento a momenti da autentica divinità tennistica, trovando quel tipo di ‘altro’ che è anche complicato spiegare a parole. Toccherebbe vederlo dal vivo; o meglio ancora impossessarsi per una decina di minuti del corpo del suddetto. Solo allora si potrebbe intuire ciò di cui stiamo provando a raccontarvi. Potremmo provare a parlare del rendimento al servizio e soprattutto in risposta di Federer nel primo set; oppure potremmo accennarvi a quei 20 minuti di tennis a inizio terzo set – post reazione di Nadal – con cui lo svizzero ha voluto omaggiare tutti i presenti sul campo centrale. Probabilmente i due momenti chiave della vittoria dello svizzero. Già perché 31 delle precedenti 39 partite tra i due erano andate a chi aveva vinto il primo set; e partire avanti è stato qualcosa di fondamentale per il successo odierno di Federer.

Nadal, qui dentro, ha provato a fare il suo. Ma dall’altro lato del campo ha trovato uno dei migliori Federer ‘difensivi’ dell’intera carriera. Il fatto che ciò si veda con lo svizzero ormai prossimo a spegnere le 38 candeline, è altra prova della dimensione aliena a cui appartiene il nato – o meglio, il recapitato dall’alto – a Basilea.

Una volta messa da parte insomma la sfuriata di Nadal – e il passaggino a livelli più umani di Federer del secondo set – si è conclusi con un finale, il quarto set, in cui in qualche maniera tutto ciò che per 11 giorni da qui vi abbiamo raccontato si è andato a fare benedire. Non c’è stato infatti né campo lento, né problemi o incognite di qualsivoglia tipo. C’è stato l’ennesimo esercizio stilistico e tennistico di un Federer eccezionale nel strappare il servizio a Rafa già nel terzo game e portarselo fino al traguardo delle 3 ore di spettacolo: 7-6 1-6 6-3 6-4 il finale, in un leitmotif in cui il livello difensivo e controffensivo della svizzero è apparso semplicemente come straordinario persino per uno come Nadal.

Federer accede così alla 12esima finale di Wimbledon della sua carriera, dove troverà l’altro spauracchio dei recapitati qui da una differente dimensione: Novak Djokovic. Di certo, ci divertiremo. Nel mentre, ringraziamo come al solito gli attori odierni per l'enorme onore concessoci.

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