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I 16 libri da non lasciarsi scappare quest'estate

I 16 libri da non lasciarsi scappare quest'estate
Di Eurosport

Il 02/07/2019 alle 08:56

I nostri consigli per le vostre letture sotto l'ombrellone o al fresco di una località montana. Dall'epopea del Milan di Sacchi raccontata dallo stesso vate di Fusignano fino alla biografia grafica di Federer ce n'è proprio per tutti i gusti... E per tutti gli sport!

"La coppa degli immortali", Arrigo Sacchi/Luigi Garlando (Baldini + Castoldi)

La nascita e il trionfo del leggendario Milan di Arrigo Sacchi in poco meno di 300 pagine. Il tecnico di Fusignano e Luigi Garlando (“interista da sempre”) ci regalano una full immersion a tinte rossonere tra aneddoti micidiali, confessioni e concetti ripetuti ossessivamente come educazione e cultura del lavoro. Non una semplice cronaca degli eventi, ma un viaggio in profondità e oltre i soliti nomi: grazie a Sacchi scopriamo così che a rendere grande quel Milan contribuirono anche Walter Bianchi e Christian Lantignotti, Roberto Mussi e Mario Bortolazzi. Semplici gregari che hanno vissuto all'ombra di Baresi e Maldini, di Gullit e Van Basten, di Rijkaard e Ancelotti: eppure, per dirla alla Sacchi, mattoni indispensabili per la costruzione di quella squadra “dove la forza del gruppo migliorava le qualità dei singoli”. Da non perdere i racconti sul complicato rapporto con Van Basten, sullo scetticismo iniziale di Franco Baresi (proprio lui, pensate un po') e sul rocambolesco (per usare un eufemismo) acquisto di Rijkaard. Un libro che, chi ama il calcio, non può non leggere. (Simone Pace)

"Alfabeto Fausto Coppi", Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi (Ediciclo Editore)

Ci sono 99 storie e una canzone. C’è il celeste Bianchi sparso sulle pagine. Ci sono le illustrazioni di Riccardo Guasco che segnano così bene il volto cubista e il corpo ossuto del Campionissimo del ciclismo italiano. Ci sono la penna impressionista di Giovanni Battistuzzi, il tessuto lirico di Gino Cervi e una bellissima prefazione di Adriano Sofri al servizio di Fausto Coppi, e Gino Bartali un po’ dappertutto nell’ultima opera di una storia immensa: quella di uno sport mitico, dis-umano e nazionale che non c’è più. Squisitamente romantici, destinati alla nostalgia di un tempo mai vissuto, Cervi e Battistuzzi hanno impresso la breve storia di un’epoca di ciclismo nel loro Alfabeto Coppi: micro-racconti macinati sulle strade del Giro d’Italia e del Tour de France, sulle piste dell’Ora inseguite fra il Vigorelli di Milano e il Velodrome d’Hiver. Scorci rurali di battute di caccia, comizi d’amore e pensieri vinosi, facce sporche e giorni impresari. Una storia di ampiezza sociale e magnifiche concorrenze fino alla fine dei giorni: l’età di Coppi e Bartali che, dal racconto “Quello là”, «Avevano riso dei vecchi tempi, delle maledizioni che si tiravano, che poi ora tutto si era invertito, il vecchiaccio che non voleva mollare, adesso, era lui, ma Quello là se ne stava zitto, non glie lo ricordava, anzi, gli diceva di fare quello per cui valeva la pena vivere: pedalare». (Fabio Disingrini)

"Garincia" Jvan Sica (Edizioni in contropiede)

Una bella storia - perché di storia si tratta - su uno dei calciatori più talentuosi e più controversi della storia del calcio: Mané Garrincha, l'ala destra campione del mondo con il Brasile nel 1958 e nel 1962, un uomo sempre a metà tra una vita fatta di successi e gloria e un'altra, visceralmente attaccata alla bottiglia e a tutto ciò che essa comporta. Il racconto di Jvan Sica lo dipinge nel 1970, in Italia, mentre tra una bevuta e l'altra cerca la sua personalissima felicità. Un libro di dialoghi e sensazioni, un racconto sentimentale surreale ma godibile, che mostra lato - quello triste - della vita di un calciatore che troppo spesso viene dimenticato. Perché anche i divi del calcio hanno un'anima e spesso è travagliata. (Davide Bighiani)

"Generazione Wunderteam. Ascesa e caduta della squadra delle meraviglie" Jo Araf (Urbone Publishing)

Il Barcellona di Guardiola? L'Olanda di Crujiff? L'Ungheria di Puskas? No, ancora più indietro: l'Austria di Hugo Meisl e Matthias Sindelar. E' qui che vanno ritrovate le radici del calcio moderno, è qui che per la prima volta si parla di commistione di generi calcistici, derivati direttamente dal passing game ideato dagli scozzesi. Testo per veri appassionati di calcio - no perditempo - nel quale potersi perdere alla ricerca del "Big Bang" calcistico, la scintilla che ha dato la vita a tutto il resto. Se non è il Wunderteam, ci va davvero molto vicino: i risultati del tempo danno ragione a questa tesi, come sempre puntualmente sbugiardata qualche anno più tardi. Perché il calcio è ciclico, e quello dell'Austria degli anni 30 era di certo la massima espressione del calcio di quel tempo. (Davide Bighiani)

"Roger Federer - Time, la biografia grafica" Mark Hodgkinson (Piemme)

Un'esperienza religiosa secondo David Foster Wallace, una "creatura con il corpo fatto di carne e di luce". Per Nick Bollettieri, uno degli allenatori più famosi del tennis mondiale, "si muove come un sospiro", mentre John McEnroe non ha dubbi che sia il tennista più forte di tutti i tempi. A Roger Federer è dedicata una nuova biografia firmata dal giornalista sportivo britannico Mark Hodgkinson. Una summa scorrevole e puntuale di pagine già scritte in questi anni. Questo libro, però, si distingue dagli altri in quanto corredato di infografici sulla carriera del tennista che ha forgiato il suo carattere, odiando l'imperfezione e diventando il più amato e vincente di sempre. (Alessandro Dinoia)

"Il Palpa, il più forte di tutti" Roberto Palpacelli/Federico Ferrero (Rizzoli)

“...Io ho scelto di non scegliere. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando c’è l’eroina”. La frase esce dritta dal Trainspotting di Irvine Welsh, romanzo clut anni ’90 diventato poi leggenda con la straordinaria interpretazione di Ewan McGregor su maxi schermo. Ma potrebbe essere il perfetto riassunto di vita di Roberto Palpacelli, il più grande talento mancato della storia del tennis italiano. Una vita al massimo – o al minimo, dipende dai punti di vista – in cui ci fa da Cicerone l’elegante penna di Federico Ferrero, bravo a ricondurci lungo il viaggio senza mai cadere nella trappola del giudizio in quelle montagne russe che ha scelto di percorrere sempre a tutta il Palpacelli. Un tennista per cui persino Andriano Panatta provò a spendersi. Un uomo però che alle sfide del professionismo preferì una vita alla Mark Renton. (Simone Eterno @Simon_Forever)

"Belin che Paddock" Carlo Pernat con Massimo Calandri (Mondadori)

George Harrison, Mick Jagger, Valentino Rossi, Giovanni Trapattoni, Fabrizio De André, Marco Tardelli e Marco Simoncelli. Uomini e personalità che, apparentemente, hanno poco in comune ma che in realtà un trait d'union ce l'hanno: quello di aver condiviso frammenti di vita con Carlo Pernat, il manager (di piloti, scuderie e team) più conosciuto, amato, odiato e - perché no - invidiato del motomondiale. Pernat in questo libro divertente, brulicante di aneddoti spassosi e surreali, apre il baule dei ricordi e racconta il suo viaggio nel mondo delle corse fra vittorie, piloti, amarezze, benzina, sorpassi e serate a tirar tardi in qualche bordello. Un libro divertente che scorre via veloce grazie anche a un linguaggio sincopato, fatto di frase brevi e infarcito da espressioni genovesi e diverse parolacce. Il linguaggio di Pernat, un uomo che ha vissuto una vita spericolata, non ha mai detto no per principio, ha avuto un migliaio di donne (tante a pagamento, come confessa senza vergogna lo stesso diretto interessato), ha vinto 20 titoli iridati, ha lanciato tanti pluricampioni del mondo e che continua ad approcciare la vita sbattendosene di tutto e tutti e senza rimpianti. Tranne forse uno, da scoprire leggendo questo libro spudorato ma veramente gradevole. (Stefano Dolci)

"C'era una volta l'Est" Roberto Brambilla (Edizioni in Contropiede)

1949-1990. Nei 41 anni in cui è esistita, la Germania dell'Est ha eletto i suoi eroi e tessuto le trame di una storia personale davvero unica. In una realtà estremamente complessa, misteriosa e a suo modo affascinante, anche il pallone si è ritagliato un ruolo importante. Nobilitato da campioni e successi memorabili (vedi il trionfo contro la Germania Ovest ai Mondiali del 1974). Ma anche segnato da vicende buie e meno nobili, come i sospetti di doping e il rapporto con un'autorità politica che, nel calcio come in ogni ambito del Paese, tutto voleva controllare. In "C'era una volta l'Est", Roberto Brambilla sceglie 24 brevi storie di personaggi e situazioni che, sullo sfondo indelebile della storia, offrono uno spaccato preciso e coinvolgente di quello che è stato il gioco più popolare del mondo durante gli anni della Ddr. (Marco Castro)

"Enciclopedia del Tour de France" Philippe Bouvet/Frédérique Galametz (Rizzoli)

L’Enciclopedia del Tour de France a cura de “L’Equipe”, edita in Italia da Rizzoli, è un abito di luce che brilla sotto il sole dell’estate alpina. È un libro intero e tutto acceso di giallo per i cent’anni della maglia più famosa del mondo, perché nel 1919 il Tour è già alla 13ª edizione e c’è un trafiletto di undici righe sul giornale “L’Auto”: «Per un’idea felice del nostro caporedattore (Henri Desgrange, ndr) il ciclista al primo posto nella classifica generale dovrà indossare una maglia speciale». Gialla, come le pagine del quotidiano organizzatore della corsa. Così dal 19 luglio 1919, a Grenoble, nasce sulle spalle di Eugène Christophe il mito centenario del Tour. Una maglia indossata dai Re dei Re: Anquetil, Indurain, Hinault, Froome (o lo sbarco degli inglesi), Louison Bobet ed Eddy Merckx che, cinque volte vincitore del Tour, ha passato oltre tre mesi in Maillot Jaune e nel suo catalogo in prefazione scrive: «Mi ricordo che caldo faceva sui Pirenei. Mi ricordo che la maglia era di lana». L’Enciclopedia del Tour de France presenta storie gloriose o racconti disperati, statistiche e aneddoti della maglia gialla: chi come Ottavio Bottecchia l’ha vestita dal primo all’ultimo giorno; chi l’ha rifiutata, ancora Merckx, in omaggio al disgraziato Luis Ocana caduto sul Col de Mente («Alors che mon adversaire est a l'hopital»); chi l’ha macchiata di doping e perciò sarà sempre indegno. A tal proposito, raramente si sfogliano libri così ben corredati d’immagini e illustrazioni e tutti i leader del Tour de France hanno la loro bellissima foto. Tutti tranne uno: Lance Armstrong, l’impostore. (Fabio Disingrini)

"Il mio spazio blu" Simona Quadarella/Lorenza Bernardi (Rizzoli)

A chi si chiede perché scrivere un’autobiografia a vent’anni consigliamo di girare la domanda in chiave “eccezionale”, ovvero quanti possono farlo. Certamente Simona Quadarella che dai rivelatori Mondiali di Budapest 2017 ai trionfali Europei di Glasgow 2018, ma prima l’esame di maturità, è diventata la regina del mezzofondo, l’erede di Alessia Filippi (nel testo è sempre «la mitica»), il nuovo fenomeno del nuoto italiano, la garante del dopo Pellegrini. Eppure Il mio spazio blu - con Lorenza Bernardi, edito da Rizzoli - non è un libro scritto di getto, anzi in tuffo per calmare la tensione o vuotare il peso delle responsabilità. È invece un racconto pensato sulla lunga distanza, come tra le vasche dei suoi 1500 metri, nel suo ambiente naturale, in uno «stato d’animo “drammatico” di certe difficili virate e le paure di una ragazza protetta dal suo villaggio: la famiglia, le amiche, le compagne di squadra, Roma, il circolo Aniene e il suo allenatore, Christian Minotti, perché «Senza di lui sarei sul fondo di una piscina». Un testo dove Impresa si scrive con la i maiuscola e VITTORIA è una parola cubitale. Un libro scritto da un’atleta ventenne per chi ha sogni d’avverare: «L’unico talento che ci è richiesto è la volontà: la volontà di fare sacrifici e lavorare duramente. In fin dei conti anche noi ogni giorno facciamo una scelta, la scelta di entrare in acqua e inseguire il cronometro, la perfezione del gesto, un sogno a lungo termine. Ogni giorno noi decidiamo che ne vale la pena». Niente impedirà a Simona di riscriverlo quando, a fine carriera, sarà un mito del nuoto. (Fabio Disingrini)

"Coppi per sempre" Auro Bulbarelli/Giampiero Petrucci (Gribaudo)

Auro Bulbarelli e Giampiero Petrucci hanno curato questo mastondico libro fotografico del "campionissimo", sorta di opera definitiva sulla traiettoria di Fausto Coppi. La nascita nel piccolo borgo alessandrino di Castellania, gli esordi nel ciclismo, la gloria, gli scandali della vita privati tra il bigottismo generale e la tragica caduta; le foto, le copertine dei giornali d'epoca e le puntuali ricostruzioni degli autori trasformano il libro in un affresco sull'Italia del primo Novecento. Coppi è una leggenda per i nostri padri, ma ognuno di noi dovrebbe approfondire la sua storia perchè un personaggio così non passerà mai più. Prefazione di Eddy Merckx.

"È molto semplice" Massimliano Allegri (Sperling & Kupfer Editori)

Non è un'autobiografia, ma una guida su come si dovrebbe interpretare il calcio nel mondo moderno. Con "È molto semplice”, Massimiliano Allegri enuncia le 32 regole del calcio "perché Il mio modo di vivere calcio e sport si raggiunge in 32 regole. Le mie”. Una per una, mister Allegri spiega il suo calcio, il suo credo, e l'applicazione di alcuni principi in un gruppo. Insomma, le regole che lo hanno fatto vincere per tanti anni in Italia tra Milan e Juventus. Da "Il pensiero positivo abbassa l'energia” a "Tutti possono giocare a pallone. Non tutti possono giocare a calcio”, Allegri spiega minuziosamente quelli che sono i compiti di un allenatore di successo, senza troppi fronzoli e senza troppa filosofia. Sembra quasi un libro di ricette, e il risultato dipenderà dall'applicazione fedele dei 'suoi' dogmi. Molti di questi principi li conosciamo già, avendo assistito in diverse occasioni alle conferenze di mister Allegri che è sempre stato molto chiaro nei suoi concetti. Maurizio Sarri avrà letto questo libro prima di cominciare la sua avventura alla Juventus? (Luca Stamerra)

"Milan 1979. L'anno della Stella" Sergio Taccone (Urbone Publishing)

Domenica 6 maggio 1979, San Siro: prima di Milan-Bologna, partita che finirà 0-0 e che regalerà ai rossoneri di Nils Liedholm il decimo scudetto della loro storia (quello della Stella, appunto), Gianni Rivera prende un microfono e dal centro del campo rivolge un accorato appello ad alcuni spettatori per farli spostare da un settore inagibile dello stadio e rendere così possibile la disputa della partita. È la scena simbolo di quello scudetto milanista, la partita numero 500 di Rivera che lascerà il Milan e il calcio una settimana dopo. È l'ideale passaggio di consegne tra il Golden Boy del calcio italiano e il Piscinin, Franco Baresi, uno dei pochi insieme a Ricky Albertosi, Aldo Maldera e Walter Novellino a giocare tutte e 30 le partite di quel campionato, l'unico vinto dai rossoneri con una rosa composta interamente da giocatori italiani e senza un vero centravanti. Da non perdere l'intervista in chiusura a Ricky Albertosi, il portiere in maglia gialla coi baffetti da pistolero. (Simone Pace)

"Obsesion por la Copa Libertadores. La storia dal 1960 al 2018" Vincenzo Paliotto (Urbone Publishing)

Un lunghissimo e intrigante viaggio attraverso l'America Latina vista con gli occhi della Copa Libertadores, ovvero la Champions League del Sudamerica. Una carrellata incredibile di nomi, aneddoti, storie e partite che hanno scritto la storia di un torneo unico. Per ciascuna edizione, da quella vinta dal Penarol nel 1960 con appena 7 squadre partecipanti a quella del 2018 con il trasloco al Santiago Bernabeu di Madrid del Superclasico Boca Juniors-River Plate, l'autore isola il capocannoniere dell'edizione e ci offre un breve ritratto di un protagonista o il racconto di un aneddoto. Sfogliando le pagine ci si imbatte in nomi come José Luis Chilavert, Oscar Washington Tabarez, Enzo Francescoli, Daniel Passarella, Hernan Crespo, Dida, Julio Cesar Menotti e tantissimi altri. Una sorta di mini-guida scorrevole e molto utile, uno strumento indispensabile per avere una finestra sempre aperta sul calcio sudamericano. (Simone Pace)

"La regola del 9" Lorenzo Bernardi (ROI Edizioni)

Più che un’autobiografia è una sorta di seminario. Lorenzo Bernardi - due volte Campione del Mondo con la Nazionale Italiana di volley, Miglior Giocatore Assoluto del XX Secolo e adesso allenatore – in un libro che occuperà posto nella vostra borsa da mare al massimo per una settimana per la sua scorrevolezza, non pone mai l’accento su quali e quanti sono i titoli vinti in carriera (un’enormità) ma essenzialmente sul come sono arrivati. In realtà non si parla solo di vittorie, anzi. L’eterna condanna del predestinato è quella del non saper assaporare i successi e, soprattutto, mandare giù le sconfitte. Alla fine di queste 170 pagine circa, è giusto che ve lo dica, resterà il grande cruccio in ognuno di voi di non aver parlato almeno una volta nella vita con Julio Velasco. Privilegio che dovrebbe spettare ad ogni essere umano. (Francesco Balducci, Twitter: @Frabalducci)

"Notorious, la biografia di Conor McGregor" Jack Slack (Sperling & Kupfer)

Una rivoluzione, quella del mondo dell’Ultimate Fighting Championship, che nasce da un’esigenza: difendersi dai bulli. Sì, anche Conor McGregor da bambino ha dovuto subire le angherie dei prepotenti, causa di forza maggiore che l’ha reso l’uomo che è adesso. La sua biografia, scritta da Jack Slack (pseudonimo) uno dei massimi esperti di Arti Marziali Miste (MMA) al mondo, è sia un viaggio introspettivo nella vita del primo uomo a detenere due titoli mondiali UFC simultaneamente sia nell’Universo del fight game, che il lottatore irlandese ha radicalmente cambiato grazie allo studio e l’applicazione di tutte le arti marziali praticate. Insomma, un libro da non lasciarsi sfuggire per i veri appassionati. (Francesco Balducci, Twitter: @Frabalducci)

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