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Porsche vince al fotofinish una pazzesca corsa decisa a 5 minuti dalla fine!

Porsche vince al fotofinish una pazzesca corsa decisa a 5 minuti dalla fine!
Di Eurosport

Il 19/06/2016 alle 15:09Aggiornato Il 20/06/2016 alle 00:49

Qualcosa di pazzesco, di incredibile, che accade solo a Le Mans. Nakajima con la sua Toyota era in testa con oltre un minuto di vantaggio sulla Porsche #2, ma a 5 minuti dalla fine la vettura accusa un problema tecnico per il più incredibile degli epiloghi. Il marchio di Stoccarda con Dumas-Jani-Lieb bissa il successo del 2015, delusione incredibile per il marchio giapponese.

Incredibile epilogo della Le Mans. Tutti erano già pronti a festeggiare il successo di Toyota, che finalmente vinceva questa manifestazione dopo 31 anni di attesa. E invece no. Nakajima si ferma all'ultimo giro, dopo una vita passata davanti. Sono mancati 4 minuti alla vettura giapponese, che purtroppo si deve arrendere a Porsche.

    Timo Bernhard, Brendon Hartley, Mark Webber (Porsche 919 #1) - 24 Hours of Le Mans 2016

    Timo Bernhard, Brendon Hartley, Mark Webber (Porsche 919 #1) - 24 Hours of Le Mans 2016AFP

    I rimpianti dovevano essere tutti per i tedeschi. La vettura numero 1, quella dei favoriti Hartley-Webber-Bernhard, poco prima delle 23 è rientrata in garage afflitta da noie tecniche. Un problema che importante per la casa tedesca, che però alla fine si rivela dannatamente fortunata. Il team composto da Dumas-Jani-Lieb si ritrova sul gradino più alto del podio senza veramente rendersene conto. Il distacco dalla vettura leader era di oltre un minuto ma nell'ultimo giro succede l'impensabile, il problema che taglia le gambe agli avversari e che regala il successo forse più immeritato. Porsche quindi bissa il trionfo dello scorso anno con la seconda vettura. Per Toyota anche la beffa, con la vettura di Nakajima tolta dalla classifica per non aver tagliato il traguardo.

    Gara assolutamente da dimenticare per Audi, fuori dai giochi sin da subito. Di Grassi e compagni arrivano con 13 giri di ritardo, l'altra addirittura con oltre 18. Deve ringraziare Toyota per il podio. Ma vediamo con ordine cosa è successo nella seconda parte di questa fantastica corsa.

    Serata infausta per Porsche

    Ieri vi avevamo lasciato con la Porsche numero 1 al secondo posto, staccata dalla Toyota di Sarrazin 15 secondi. Poco dopo succede l'incredibile: Bernhard entra ai box e la vettura viene portata in garage. Problemi di temperature per la favorita alla vittoria finale e gara buttata al vento. Rientrerà in pista nelle retrovie.

    In pista invece, sfruttando la lunga safety car verso mezzanotte, la Porsche #2 di Jani torna al comando con Conway, che ha preso il posto di Sarrazin, però attaccato, Buemi sempre terzo. C'è però il cambio pilota per la casa tedesca, con Jani che lascia il volante a Dumas e le Toyota passano davanti. In GTE Pro sempre appassionante la corsa tra lela Ford di Muller e la Ferrari con a bordo Fisichella che è in testa.

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    Dopo 10 ore

    A notte fonda quindi abbiamo la Toyota numero 6 di Sarrazin-Conway-Kobayaski davanti di un minuto sulla sorella di Davidson-Buemi e Nakajima, poco dopo l'unica Porsche superstite che in pochi giri torna al secondo posto.

    Passa la notte

    Succede poco durante la notte, se non una continua successione di pit stop. Ad avvantaggiarsi è la Toyota #5, che passa al primo posto. Alle 10 di mattina Buemi ha una trentina di secondi di vantaggio sulla Toyota di Conway e sulla Porsche di Lieb.

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    Arriva la mattina

    Conway lascia il posto a Kobayashi, Lieb invece pitta senza cambiare. Così Porsche torna davanti alla seconda Toyota, mentre Davidson prende il posto di Buemi e in pochi giri è in testa. Vicinissimi invece Malucelli e Hand in GTE pro, con la Ford che riesce a sorpassare la Ferrari e a tornare primo nella categoria.

    Testacoda di Kobayashi

    L'episodio che rischia di decidere la gara arria alle 11.17: Kobayashi, alla ricerca del recupero su Lieb, va in testacoda perdendo un minuto. Così la classifica si "congela", con Davidson davanti di un minuto sulla Porsche, che a sua volta tiene 70 secondi sulla seconda Toyota.

    Lieb lascia il posto a Jani, Kobayashi a Sarrazin. Dopo il testacoda però la vettura #6 continua a perdere terreno, afflitta da problemi alle sospensioni. Colpo di scena anche in GTE pro, con Vilander che, in recupero sulla Ford di Hand, va in testacoda con la sua Ferrari e perde 45 secondi. Boccata d'ossigeno per la GT dell'Ovale blu che, dopo praticamente 20 ore di lotta serrata con l'avversaria, può respirere un attimo di libertà. In LMP1 sempre davanti l'Alpine di Richelmi con un giro di vantaggio sulla Oreca di Rusinov. In GTE Am in testa c'è la Ferrari di Bell.

    A tre ore dalla conclusione

    Davidson pitta per la 25ma volta senza problemi, tenendo un minuto di vantaggio sulla Porsche. Sarrazin invece continua a litigare con la sua Toyota e decide di entrare ai box per metterla a posto. Perderà ben 3 giri, ma il podio comunque non è a rischio, dato che la prima Audi ha 10 tornate di ritardo. Cambio pilota per il leader, Nakajima mantiene 25 secondi sul primo degli avversari, Neil Jani.

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    Toyota davanti a Porsche, Ford batte Ferrari

    Le ultime ore hanno poco da raccontare. Nakajima guida senza sbavature e mantiene un vantaggio costante sulla Porsche di Jani. Sarrazin è lontano ormai 4 giri. Male le Audi, quarta e quinta ma mai in lotta. In LMP2 vince l'Alpine di Lapierre-Menezes-Richelmi. Ford riesce ad avere la meglio della Ferrari del team di Fisichella in GTE Pro, in AM invece a vincere è il team composto da Nielsen/Balzan/Segal.

    L'incredibile finale

    A 5 minuti dalla fine succede l'incredibile: la vettura di Nakajima comincia a rallentare, sino a fermarsi sul rettilineo del traguardo. Ai box sono tutti increduli, sembra un sogno per Porsche, un incubo per Toyota. Alla fine avviene l'impensabile per la gioia degli uomini di Stoccarda

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