Come funziona il “Joker Lap” nel WTCR

Come funziona il “Joker Lap” nel WTCR
Di FIA WTCR

Il 24/06/2018 alle 14:00Aggiornato Il 24/06/2018 alle 14:27

Lungo i 4,79km della pista portoghese non ci sono molti spazi per superare e quindi è stata studiata una strada alternativa situata in prossimità dell’ultima curva, vicino alla corsia box, che i concorrenti dovranno percorrere una volta a partire dal terzo giro.

Per capire meglio come funziona, FIAWTCR.it ha parlato con il direttore tecnico della ALL-INKL.COM Münnich Motorsport, Duncan Laycock, il quale ha spiegato come utilizzare al meglio il “joker lap” nelle vaie strategie di gara.

Come funziona il processo di studi sulla strategia del “joker lap”?
“Si parte all’inizio del weekend a parlarne e nelle Prove Libere si comincia a provarlo perché è comunque una parte del circuito differente. Alcune strategie sono già decise prima di cominciare l’evento, anche perché noi lo facemmo già nel 2017. Avevamo già un’idea delle differenze dei tempi e quindi sapevamo come comportarci, ma ovviamente è sempre una lotteria azzeccare la strategia!”

E’ una bella sfida decidere quando utilizzarlo?
“E’ chiaro che non è mai semplice comunicarlo nel momento giusto, bisogna anche basarsi sui tempi di chi ti precede e prendere la decisione giusta! Vila Real è l’unica pista dove c’è il ‘joker lap’ e parecchie cose le abbiamo imparate lo scorso anno. Si arriva ad un punto dove uno gira a destra e l’altro a sinistra, rientrando praticamente appaiati. Quando decidi di fare il ‘joker lap’ devi mantenere una traiettoria particolare facendo conto che fra te e la pista vera ci sia un muro virtuale da non oltrepassare. E’ sicuramente complicato gestirlo”.

Essendo su un cittadino c’è la possibilità dell’ingresso della safety car; questo può causare cambi di strategia?
“Sì perché con la safety car i distacchi si azzerano e quindi cambia tutto. In alternativa si può usare il ‘joker lap’ subito prima dell’ingresso della safety car, ma dipende dove ti trovi e non è detto che ci sia il tempo per comunicarlo al pilota”.

Nel tuo team si usa la stessa strategia per tutte le auto?
“Dipende cosa accade, solitamente sì, ma tutto può cambiare. Abbiamo visto nel 2017 quando ero alla JAS Honda, in molti sono stati conservativi utilizzando il ‘joker lap’ per non perdere troppo, mentre altri hanno immediatamente usato l’opportunità. Con Tiago Monteiro abbiamo scelto l’inizio della gara in modo da restare attaccati al gruppo dei primi. In quel modo quando altri sono passati dal tratto alternativo, come Mehdi Bennani, abbiamo recuperato posizioni e risaliti secondi. Al muretto eravamo molto contenti, anche perché pure con “Norbi” Michelisz la strategia aveva funzionato, mente con Rob Huff, che era davanti anch’esso, non è stata la stessa cosa”.

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